NEWS

Non solo entry level: i marchi cinesi iniziano ad insidiare i costruttori occidentali e giapponesi anche nel segmento delle cruiser di alta cilindrata: in arrivo da X-Wedge modelli maxi a due e tre ruote. La matita è quella di Gerald Kiska, il designer di KTM e Husqvarna


Sapevamo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato… anche se forse l’ora X pare essere scoccata prima del previsto. I marchi cinesi, già presentissimi tra le piccole e medie cilindrate, hanno iniziato ufficialmente il loro “assalto” alla fascia alta del mercato, anche nel settore custom: una testimonianza del “pericolo” che sembra incombere sulle Case occidentali e giapponesi è il debutto di X-Wedge, brand con cui Hisun Motors (gruppo Huansong, Chonqing) mostra i muscoli nell’arena delle maxi-cruiser americaneggianti. Un segmento che ha da sempre come massimo riferimento i prodotti made in USA griffati Harley-Davidson e Indian, ma che ora rischia di venire sconvolto dall’entrata “in pista” dei costruttori con gli occhi a mandorla.

Cinque i modelli sulla rampa di lancio, quattro dei quali sono equipaggiati con un V-Twin raffreddato ad aria da quasi 2000 cc, 104 CV di potenza a 5.000 giri/min e una coppia massima di 158 Nm a soli 3.000 giri. Esattamente il tipo di motore che fa venire la bava alla bocca agli appassionati delle custom di alta cilindrata! Se nel sentire il nome X-Wedge vi si è “accesa una lampadina”, beh… siete sulla strada giusta. Questo propulsore, infatti, presenta notevolissime somiglianze tecnico-estetiche con l’omonimo V2 prodotto da S&S a partire dal 2007, utilizzato anche sulle esclusive Confederate e sull’italiana CR&S Duu. Scopiazzatura, produzione su licenza o… qualcos’altro? La faccenda non è chiara, e al momento non siamo riusciti a scoprire di più. Quel che è certo è che pur a fronte di performance meno esaltanti (l’originale S&S X-Wedge era sensibilmente più performante) in Hisun hanno fatto un gran lavoro per omologare il bicilindrico e adeguarlo alle norme anti-inquinamento attualmente in vigore in Cina.

A guidare il quintetto di modelli presentati è la RX2000, una sorta di H-D Fat Boy in… salsa di soia. Linee classiche e cromature a volontà anche per la RL2000, la sua versione touring che con il suo mascherone anteriore e le borse laterali lancia chiaramente un guanto di sfida alla ben più iconica Electra Glide. Dalla stessa base tecnica sono stati derivati anche un trike in stile Tri Glide, denominato Vanguard VT2000, e addirittura un sidecar, il Voyager VS2000, dotato di trazione anche sul carrozzino.

Sempre parlando di tre ruote, è interessante anche l’ultima delle novità presentate da X-Wedge, l’unica ad essere spinta da un bicilindrico a V con raffreddamento a liquido. Quest’unità da 975 cc, 82 CV di potenza e 80 Nm di coppia, è abbinata ad una trasmissione CVT ed equipaggia il Walker WR1000, un veicolo con due ruote anteriori che non può che ricordare i mezzi di analogo layout prodotti dalla canadese Can-Am.

Di carne al fuoco, insomma, sembra essercene parecchia, anche se al momento non c’è alcuna notizia riguardante prezzi e disponibilità sul mercato cinese, e tantomeno si sa se vedremo le X-Wedge in Europa. Ma a proposito di Europa, vale la pena notare che dietro al progetto X-Wedge c’è la mano di uno dei più noti designer del Vecchio Continente: parliamo di Gerald Kiska, il papà – stilisticamente parlando – delle KTM e delle più recenti Husqvarna nate sotto l’egida di Mattighofen. Una matita “chiacchierata”, certo, che ha sempre diviso gli appassionati, ma che ha senza dubbio contribuito alla rinascita del marchio austriaco negli ultimi trent’anni e alla sua consacrazione come costruttore di peso. Come minimo c’è da tenere su le orecchie…


Fonte della notizia: X-WEDGE
Testo di: Manuele Cecconi