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Morbidelli parla di “power cruiser”, ma è una media muscolosa soprattutto nell’estetica: dopo aver debuttato nel settore cruiser con la C1002V, la Casa italo-cinese fa il bis con la C652V, una custom media che si distingue dalle rivali più dirette soprattutto per il layout del suo bicilindrico. Una nota certamente interessante in un panorama dominato dai twin paralleli!

Testo: Manuele Cecconi
Foto: Matteo Boem

Sembra quasi di essere tornati indietro di 40 anni, in quel periodo compreso tra gli anni Ottanta e Novanta in cui il settore motociclistico fu attraversato dal boom del custom. All’epoca, anche sull’onda del successo della Numero Uno di Carlo Talamo e del mito trainante di Harley-Davidson, il panorama italiano ed europeo assistette a una vera e propria “invasione” di modelli votati all’American way of riding, con praticamente tutte le Case impegnate ad inseguire – con diverso livello di “ispirazione” e differenti fortune – la leggenda del Bar and Shield. Nell’arena non mancavano gli europei, ma a fare la parte del leone erano soprattutto i costruttori nipponici, con una pletora di proposte non solo tra le “maxi” (feudo inattaccabile di Milwaukee) ma anche nei segmenti di cilindrata inferiore, quelli più accessibili al grande pubblico.

Dopo qualche anno non particolarmente vivace per gli amanti delle cruiser, il settore sta vivendo ora una nuova primavera. Al posto dei giapponesi, però, a guidare la carica ci sono oggi i marchi cinesi, sempre più presenti assieme agli indiani nella parte alta delle classifiche di vendita: in qualche caso i brand con gli occhi a mandorla sfruttano l’heritage di nomi storici del motociclismo, anche italiano, per fare più facilmente breccia nel cuore degli appassionati. Morbidelli non solo rientra in questa casistica, ma nonostante un passato strettamente legato alle competizioni e ai GP è anche lei tra i protagonisti nella mischia delle “middle cruiser”. Dopo i buoni riscontri registrati con la C1002V, la Casa in orbita Benda/Keeway fa il bis con la C652V, che eredita dalla sorella maggiore prima di tutto una nomenclatura capace raccontare le sue caratteristiche salienti: C come Custom, 652 come la cubatura, e V come il layout del propulsore bicilindrico raffreddato a liquido. Noi, chiamati a provarla, non ci siamo fati ripetere l’invito due volte…  

COM’È FATTA - Soffermiamoci su uno degli ultimi aspetti menzionati, il layout del motore. Laddove le rivali dirette come Moto Morini Calibro, Kawasaki Vulcan S e Royal Enfield Super Meteor mettono sul piatto un inflazionato bicilindrico parallelo, la Morbidelli sfoggia un V2, come le concorrenti – sempre cinesi, ma di cilindrata leggermente inferiore – QJ Motor SRV 600V, Voge CU625 e Kove 625V. Per gli appassionati del mondo custom, inutile negarlo, un V-Twin non è una condizione necessaria, ma di certo è un grosso punto a favore: è il fascino della tradizione, della storia, a cui i motociclisti non sono certo immuni, per lo meno quelli di vecchia data. Da un punto di vista ciclistico, invece, Morbidelli ci tiene a sottolineare il fatto che il telaio a doppia culla in alluminio è realizzato senza ricorrere alle saldature, una soluzione che garantisce pulizia sotto il profilo tecnico ed estetico.

L’interasse piuttosto generoso (1.645 mm) conferisce alla C652V un profilo basso e molto “stretched”, in una silhouette muscolosa che a prima vista la fa sembrare una custom di cilindrata superiore. A dominare la vista è la sezione centrale, con il V-Twin verniciato in nero (ma con finiture spazzolated) e sovrastato da un lungo serbatoio da 18, 5 litri che si slancia verso l’avantreno. O meglio, la nacelle del proiettore, a LED come tutta la fanaleria. Sul retro, le velleità bobtail del parafango vengono tradite dal portatarga allungato, che funge anche da supporto per il faro posteriore e gli indicatori di direzione, ma se aggiungiamo il parafango anteriore e lo squadrato puntale che incapsula il radiatore si chiude, molto in breve, il capitolo sovrastrutture. La sella del passeggero, montata sull’esemplare in prova, è amovibile per permettere alla C625V di avvicinarsi al mondo bobber, a cui anche i generosi pneumatici da 130/70 e 200/55 strizzano l’occhiolino nel vestire le due ruote in lega da 18 e 16 pollici.

Scelta convenzionale per la trasmissione, o per lo meno in linea con la prassi del segmento: abbinata alla frizione antisaltellamento e al cambio a 6 marce c’è una cinghia dentata, che trasferisce al retrotreno i 56 CV e 62 Nm erogati dal bicilindrico. A proposito, nonostante l’adozione dell’acceleratore a cavo questa Morbidelli porta in dote due mappe motore (Standard e Sport) e il controllo di trazione disinseribile, il cui intervento è segnalato sull’unico strumento presente, tondo e con un piccolo schermo digitale ad integrare il tachimetro analogico. Equipaggiata di serie con presa USB per ricaricare i dispositivi e disponibile attualmente nella sola livrea Nero Vulcano e cerchi color oro, la C652V ha debuttato a luglio - con un prezzo di 6.990 euro - nei concessionari del gruppo, come Palmino Motors di Bertiolo (UD) che ci ha consentito di svolgere questa prova.

COME VA?
TROVATE LA PROVA COMPLETA SUL NUMERO DI BIKERS LIFE 366 (OTTOBRE)!

Il nostro tester indossa: Casco Airoh - Giacca e Guanti Blauer - Scarpe Stylmartin